Perché al Vittoriano

Il Vittoriano è il simbolo della comunità degli italiani, ovunque essi siano, in Italia e nel mondo. Rappresenta la volontà di costruire un edificio comune che nella sua forma non annulla i destini, le storie, le esperienze che si sono intrecciate nell’Italia unita, nelle libertà dei cittadini. L’emigrazione italiana nel mondo immaginò l’Italia quando essa non esisteva. Dalla fine del XIX secolo, ancora in costruzione, il Vittoriano ha rappresentato per decenni, nella memoria delle famiglie emigrate, il legame simbolico con la madre Patria. Chi partì per cercare lavoro portò con sé ricordi, legami, con i luoghi, le tradizioni famigliari, locali, regionali, qui rappresentate dalle sedici statue del colonnato, ma portò porno mexicano con sé la volontà di un destino comune. La luce delle fiamme eterne che custodiscono l’Altare della Patria vennero donate dalle donne italiane dell’emigrazione. Oggi, alla vigilia del centenario del Vittoriano – in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia – il Museo dell’emigrazione raccoglie le storie “dell’Italia raminga” cantata da Giovanni Pascoli che in questo luogo aprì le celebrazioni del Giubileo del 1911. Il lavoro dei milioni di italiani emigrati ha contribuito in modo essenziale al benessere delle generazioni presenti. Esso deve rimanere testimonianza per i giovani di oggi, nel cuore del monumento della storia d’Italia.

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